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venerdì, settembre 11, 2009

Rachitismo e carenza di vitamina D per bambini e lattanti

Il rachitismo è un esempio di estrema deficienza di vitamina D e ha una massima incidenza fra i 3 e i 18 mesi di età. La carenza di vitamina D induce un inadeguato assorbimento intestinale di calcio e fosfati, con conseguente diminuzione dei tassi ematici di calcio. Tutto questo porta a uno stimolo della secrezione dell’ormone paratiroideo (PTH), che riporta i livelli plasmatici di calcio alla normalità a spese dell’osso. Questa sequenza di eventi ha come conseguenza l’osteomalacia nell’adulto, mentre nei bambini risulta nella mancata mineralizzazione delle ossa e delle matrici cartilaginee di nuova formazione, inducendo il rachitismo, caratterizzato da ossa “tenere” deformate in modo caratteristico dal peso che sopportano.

La carenza di vitamina D nel bambino e nel lattante si sviluppa per la scarsa esposizione solare o per l’esigua quantità di vitamina D contenuta nel latte materno durante la fase dell’allattamento. La probabilità di sviluppare tale carenza è ancora più alta nei neonati prematuri, infatti il feto acquisisce più dell’85% dei suoi depositi di calcio durante il 3° trimestre di gravidanza.

Per ovviare alla carenza di vitamina D, nel caso in cui questo sia stato verificato da un pediatra, è consigliabile utilizzare un integratore vitaminico che permetta la solubilizzazione della vitamina in acqua o latte senza alterarne il sapore e l’odore (avendo i lattanti un gusto e un olfatto particolarmente sviluppato e possono quindi rifiutare il cibo) e utilizzando un prodotto completo che contenga anche vitamina C (il cui fabbisogno giornaliero nei neonati è di 35 mg, ed è importante per la sintesi del collagene ed in quanto fattore di protezione contro il danno ossidativo).

Per prevenire il rachitismo e la deficienza di vitamina D nei lattanti, nei bambini e negli adolescenti viene raccomandata l'assunzione di 400 UI di vitamina D.

Per soddisfare questa richiesta vengono forniti questi suggerimenti da parte del prof. Giorgio Bartolozzi, Membro della Commissione Nazionale Vaccini (G. Bartolozzi. PREVENZIONE DEL RACHITISMO: ANCORA SULLA VITAMINA D. Medico e Bambino pagine elettroniche 2008; 11(10) ):

• Lattanti allatatati al seno totalmente o parzialmente debbono ricevere un supplemento di 400 UI/die di vitamina D, iniziando dai primi giorni di vita. La supplementazione va continuata fino a che il bambino non prende almeno un litro al giorno di latte in polvere, rinforzato di vitamina D o latte intero. Il latte intero non deve essere usato finché non sia stato compiuto il primo anno di vita. Nei bambini che fra i 12 e i 24 mesi siano sovrappeso o obesi o che abbiano una storia familiare di obesità, dislipidemia o malattia cardiovascolare, è appropriato l'uso di latte parzialmente scremato.
• Tutti i lattanti non allattati al seno, come anche i bambini più vecchi che ingeriscano meno di 1 litro di latte in polvere o di latte intero al giorno, debbono ricevere un supplemento di vitamina D di 400 UI/die. Altre fonti di vitamina D, come cibi rinforzati, possono essere incluse nell'alimentazione giornaliera di ogni bambino.
• Gli adolescenti che non assumono 400 UI di vitamina D al giorno attraverso latte fortificato di vitamina D e cibi fortificati di vitamina D, debbono ricevere un supplemento di vitamina D di 400 UI/die.
• Sulla base dei dati disponibili, le concentrazioni sieriche di 25-OH-D nei lattanti e nei bambini debbono essere uguali o superiori a 50 nmol/l (20 ng/ml).
• Bambini con aumentato rischio di deficienza di vitamina D, come quelli con malassorbimento cronico e quelli che prendono farmaci antiepilettici possono continuare ad avere un deficit di vitamina D, nonostante un introito giornaliero di 400 UI/die. Sono necessarie in questi pazienti dosi più elevate di vitamina D: questa situazione può essere documentata dal dosaggio dei livelli sierici di 25-OH-D e di paratormone e dalla valutazione dello stato di mineralizzazione ossea. Se viene prescritto un supplemento di vitamina D, i livelli di 25-OH-D debbono essere ricontrollati a 3 mesi d'intervallo, finchè non siano stati raggiunti valori normali. Il paratormone e la densità ossea vanno controllati ogni 6 mesi, fino alla normalità.
• I pediatri e gli altri professionisti che s'interessano della salute debbono sforzarsi perché siano disponibili i supplementi per ovviare alla carenza di vitamina D per tutti i bambini della loro comunità, specialmente per quelli che sono a maggior rischio.

venerdì, luglio 24, 2009

L'apporto di vitamine nel neonato e nel lattante

I bambini, sin dalla nascita, iniziano il loro percorso di esplorazione del mondo con l'obiettivo di imparare dai diversi stimoli che gli vengono proposti: il loro cervello è un po' come una grande spugna pronta ad assorbire nuove nozioni e nel primo anno di vita si sviluppa di circa il 75%.

Perchè la crescita del neonato avvenga in maniera equilibrata è importante monitorare il corretto equilibrio di vitamina nei bambini, e in particolar modo di vitamina D (una mamma su tre e un neonato su due soffrono di deficienza di vitamina D al momento della nascita, fonte Boston Medical Center). La vitamina D fa parte di quel gruppo di sostanze nutritive che sostengono la crescita e la salute delle ossa. La sua funzione è soprattutto quella di promuovere la mineralizzazione delle ossa. Essa aiuta a sintetizzare quegli enzimi presenti nelle mucose preposti al trasporto attivo del calcio disponibile.

In particolare nei bambini la vitamina D è necessaria per una buona crescita, in quanto, senza di essa, le ossa e i denti non calcificano bene.Spesso in molti casi è sufficiente una corretta e misurata esposizione del lattante al sole per risolvere il problema. Nei casi invece in cui questo non sia possibile o sufficiente per riequilibrare i giusti livelli (ad esempio nei bambini prematuri, soggetti spesso ad una carenza di vitamina D), si ricorre all'utilizzo di opportuni integratori di vitamina in grado di mantenere nella normalità l'omeostasi calcica e lo sviluppo del bambino. Il suo fabbisogno giornaliero è di 10 microgrammi : dosaggio che non va superato a meno di diverse indicazioni da parte del pediatra, altrimenti rischia di avere effetti collaterali dovuti a sovradosaggio (dolori alle ossa, secchezza della pelle e delle mucose)

Nei bambini allattati esclusivamente al seno si consiglia anche la somministrazione di piccole quantità giornaliere di un polivitaminico in quanto il latte materno scarseggia di alcune di esse, come la vitamina D.

In ogni caso il contenuto di vitamina D nel latte materno è approssimativamente di 20 UI/L, al di sotto quindi del fabbisogno giornaliero raccomandato do 400 UI considerato necessario per mantenere nella normalità l'omeostasi calcica e lo sviluppo osseo del lattante (Greer F.R.: Do breastfed infants need supplemental vitamins? Pediatr. Clin. North Am. 48(2), 415-423, 2001).

La scelta del più corretto integratore vitaminico, nel caso in cui sia stata accertata una carenza di vitamine nel bambino, va fatta con cura cercando di utilizzare dei prodotti in gocce che permettano la solubilizzazione della vitamina in acqua o latte senza alterarne il sapore e l’odore, avendo i lattanti un gusto e un olfatto particolarmente sviluppato - e possono quindi rifiutare il cibo, e utilizzando un prodotto completo che contenga anche vitamina C (il cui fabbisogno giornaliero nei neonati è di 30 mg, ed è importante per la sintesi del collagene e in quanto fattore di protezione contro il danno ossidativo).

La carenza di vitamina nei bambini è quindi un aspetto importante da monitorare per la crescita del bambino durante i primi mesi di vita (ma non è da dimenticarsi neppure il periodo delicato della gravidanza della mamma) e va opportunamente monitorato assieme al proprio pediatra e con il consiglio del farmacista di fiducia.