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martedì, maggio 18, 2010

Mettere il contante al sicuro nei contenitori antirapina

Aspiag Service, la Despar del Nordest, che all’interno del consorzio Despar  Italia fa parte della più importante catena mondiale di distribuzione alimentare al dettaglio - International Spar - è una realtà di rilievo nel panorama italiano: la sua particolare natura di associazione fra grossisti e commercianti consente di offrire ai consumatori ottimi prodotti e un servizio eccellente.
Un’azienda come Aspiag / Despar Nordest non può prescindere da una legittima preoccupazione per la sicurezza, che persegue però in modo intelligente, senza che i punti vendita sembrino "blindati", respingenti e minacciosi. Le persone devono essere invogliate a entrare; solo i malviventi devono rendersi conto che il "prodotto" che loro cercano non è accessibile. Scoraggiare i tentativi di furto è infatti importante non solo per salvaguardare l'incasso ma soprattutto per rassicurare i clienti che la loro esperienza di acquisto sarà piacevole, e non funestata da eventi traumatizzanti come l'essere involontari protagonisti di una rapina.
Per raggiungere questo importante obiettivo Aspiag ha recentemente dotato i suoi punti vendita di casseforti antirapina e armadi ignifughi. Fra i numerosi modelli presenti sul mercato Aspiag  ha scelto le casseforti Europa prodotte da Gunnebo, leader nel settore della sicurezza.
Corrispondenti agli elevati standard qualitativi europei EN 1143-1, le casseforti Europa consentono l'introduzione di buste contenenti denaro attraverso un dispositivo a otturatore, ma solo quando nella cassaforte stessa è presente l'apposito contenitore a sacco. L'otturatore impedisce il ripescaggio; il sacco, al momento dell'estrazione, si chiude automaticamente per impedirne la manomissione. Il sacco è dotato di serratura a doppia mappa e può essere chiuso con un sigillo di controllo.
Il denaro una volta entrato nelle casseforti Europa è totalmente inaccessibile per i malintenzionati, e l'introduzione del contante può essere ulteriormente facilitata con il sistema CB2007. Questo riconosce l'operatore che effettua il versamento tramite un codice personale o una chiave elettronica non duplicabile; numera le buste e rilascia una ricevuta del versamento, gestendo la capienza massima (in termini di numero di buste o di valore, in modo da non superare il massimo assicurato). Nella versione LAN, consente anche di controllare il sistema da remoto, mantenendo quindi i responsabili sempre informati sullo stato dei versamenti. Con la versione "Enterprise" dell'applicativo "GunneboConnect", è possibile concentrare in un'unica sede i dati provenienti anche da più negozi. Diventa così molto più semplice e sicuro gestire in modo ottimale il prelievo del contante da parte del trasporto valori.
Con le casseforti antirapina Europa, Aspiag Service si è dotata di un sistema sicuro per proteggere gli  incassi e disincentivare le rapine - ed ha anche la sicurezza di poter contare un ottimo servizio di assistenza post-vendita, da sempre fiore all'occhiello di Gunnebo.

giovedì, marzo 05, 2009

NEW BUSINESS A NORDEST: LE IMPRESE SCOMMETTONO SULLE NUOVE TECNOLOGIE

Come si comporteranno nel 2009 manager e imprenditori del Nordest per affrontare la crisi e la generalizzata contrazione delle vendite? Mira a dare risposta a questa domanda la ricerca effettuata da Aipem e Vodu, agenzie di comunicazione di Udine guidata da Paolo Molinaro, che anche quest’anno coinvolge i protagonisti del tessuto imprenditoriale di Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Nella prima parte della ricerca, condotta su un campione di 118 imprenditori, dirigenti e manager di aziende con sede legale nel Nordest, si individuano le problematiche di fondo maggiormente sentite dalle aziende sul fronte delle attività commerciali e delle vendita in genere.
Emerge che nella gran parte dei casi vi è un clima di sfiducia, calano gli investimenti nella comunicazione: il 52% degli intervistati dichiara che ridurrà i budget di investimento sui media, anche se in misura minore in Veneto (dove la percentuale degli intervistati che ammette di ridurre gli investimenti in comunicazione scende al 49% rispetto al 53% del Friuli Venezia Giulia). Sono in diminuzione anche le previsioni di vendita: per il 39% degli intervistati le vendite saranno in calo, per il 35% saranno stazionarie. Le aziende friulane sono fondamentalmente più pessimiste e sfiduciate delle aziende del Veneto: in Veneto è minore il numero di imprenditori che prevede un calo delle vendite ( 38% degli intervistati) rispetto al Friuli Venezia Giulia (40% degli intervistati).

La seconda parte individua le scelte già adottate come contromisura al previsto calo delle vendite e alla necessità di adottare nuove strategie di sostegno. La gran parte degli intervistati ha adottato nuove attività di supporto di vendita, anche se l’adozione più innovativa risulta essere quella degli “sconti” (38%). Forti sono le aspettative sulle promozioni (ancora 38%) ma anche il ritorno dalle promozioni su Internet (22%)
Le aziende friulane sono quelle che hanno meno delle altre adottato nuove strategie a sostegno delle vendite e credono di più nella politica degli sconti e delle fiere piuttosto che nei new media e Internet. Il Veneto invece mostra una propensione maggiore al new business sia in termini di adozione di nuove strategie commerciali e di marketing (60% degli imprenditori intende adottarne di nuove, contro il 50% dei colleghi friulani) sia in termini di scelta del canale privilegiato, puntando sul web con maggior convinzione (gli spostamenti di investimento sono andati a favore del web nel 45% dei casi).

La ricerca affronta poi nella terza parte i problemi e gli interrogativi irrisolti, soprattutto in relazione all’impiego delle tecnologie digitali a supporto del sistema di vendita. C’è una scarsa fiducia nella comunicazione in generale (il 17% ci crede poco, il 32% abbastanza poco) per la soluzione dei problemi di vendita. Ma il 44% delle aziende intervistate sarebbe disponibile a verificare un progetto di vendita “on line”. Il web è ritenuto ancora un canale poco conosciuto, poiché solo metà delle aziende si sente abbastanza preparata ad affrontare nuove strategie di comunicazione e promozione in rete.
Le aziende del Friuli dichiarano di possedere una maggior preparazione e propensione alle vendite in rete (il 48% sarebbe disposto ad analizzare un progetto di fattibilità per l’apertura di questo nuovo canale) mentre le aziende del Veneto sono più prudenti, forse perché più consapevoli delle difficoltà del proprio management. Resta il fatto che, di fronte alla crisi, l’unica via di accesso al new business viene individuata nella rete Internet e nelle nuove formule di marketing.

Nell’ultima parte emerge con evidenza tutta la sfiducia nell’andamento delle performance aziendali per il 2009. Ben il 69% delle aziende intervistate ritiene che nel corso dell’anno sarà costretta a fare delle riduzioni di personale (la percentuale scende al 67% in Veneto contro il 71% degli intervistati in Friuli Venezia Giulia, a conferma di un leggero maggior ottimismo tra i veneti rispetto ai friulani). Il 40% prevede già da ora di chiudere negativamente l’anno, con un’alta percentuale di indecisi (bel il 24%).

“E’ sempre necessario investire nella comunicazione – afferma Paolo Molinaro - è utile per risolvere diversi problemi. Talvolta si tratta di anticipare una novità di prodotto, altre di promuovere uno sconto, altre ancora di sostenere i vantaggi competitivi. In tutti questi casi le aziende hanno la necessità di comunicare rapidamente e con tutti i loro clienti senza attendere il “passaparola”. Molinaro sottolinea anche come oggi sia molto più facile ottimizzare gli investimenti e misurare il loro ritorno rispetto a quanto si riusciva a fare in passato “e questo – chiosa Molinaro – proprio grazie agli strumenti digitali”.

L’indagine realizzata dal Servizio marketing e ricerche di Aipem e Vodu rientra nell’ambito della Settima Giornata della Comunicazione in programma a Udine venerdì 6 marzo. “Engagement, o ci sei o non ci siamo” è il titolo del convegno che sarà aperto da Adriano Luci, Presidente Confindustria Udine, e moderato da Romano Billet, uno degli studiosi di comunicazione più qualificati in Italia e autore di numerosi libri su advertising e creatività. Seguiranno quindi gli interventi di Pepe Moder, head of digital marketing Barilla, che introdurrà alla comunicazione dei brand nell’era digitale 2.0, di Linda Bulgheroni, Managing Director Weber Shandwick Italia, e di Massimo Borio, Direttore Marketing e Comunicazione Citroën Italia, che tratterà la “brand experience” nell’automotive portando il caso Citroën. Ad illustrare infine il futuro delle agenzie di comunicazione nel mondo che sta cambiando ci sarà Diego Masi, neopresidente di Assocomunicazione alla sua prima visita ufficiale nel Nord Est.

martedì, marzo 03, 2009

Crisi 2009: esistono soluzioni "scaccia crisi"?


La "crisi" in atto sta mettendo a dura prova tutte le imprese italiane, dalle grandi alle piccole. Le previsioni tra l’altro non fanno ben sperare, basta pensare che anche il presidente della commissione europea “Josè Manuel Barroso”, ha rilasciato ultimamente una dichiarazione in cui si evince che per uscire da questa crisi occorrono circa tre anni!

Un imprenditore sa benissimo che la sua attività è sempre sotto pressione: il “rischio d’impresa” è continuamente tra i suoi pensieri e spesso governa le proprie scelte imprenditoriali.

Da un’indagine commissionata da “Confindustria” si evince che tra gli imprenditori del ricco Nord-Est regna incertezza, perplessità e complessità nel trovare “soluzioni anti-crisi”.

Anche la stampa specializzata non scrive più di “investimenti”, “strategie di espansione”, “esplorazione nuovi mercati”, “spin-off”, “nuove assunzioni”, ma soltanto di “contenimento dei costi”, “dismissioni di sedi” e “licenziamenti”!
Purtroppo anche il numero delle aziende in “start-up” non cresce come qualche tempo fa. Ma la notizia più sconcertante è che di queste circa il 60% chiudono nel loro primo anno di attività, soffocate dai costi e dal mercato stesso. Altro dato che certifica che questo è un periodo di recessione è il rapporto tra le aziende che nascono e quelle che chiudono: il dato è "negativo".

Le imprese sono costrette a tagliare i costi che gravano di più sulla vita stessa dell’azienda: investimenti per nuovi mercati, chiusura di sedi secondarie e commerciali, decentralizzazione degli uffici, riduzione del personale dipendente. Spesso le sedi secondarie e unità locali, sono vincolati da rigidi contratti di affitto, spesso si tratta di spazi molto più grandi rispetto alle reali esigenze lavorative, nella consapevolezza che ormai più del 65% degli affari si fanno fuori sede.

E allora che fare?... aspettare che “finisca” la crisi?... continuare ad “indebitarsi” con le banche?... non pagare le tasse, i contributi, i fornitori?... continuare a sperare in promesse politiche?... vincere il superenalotto?
Come scrisse J.Billings “La vita non consiste nell’avere buone carte, ma nel sapere giocare bene quelle che si hanno”!

Sicuramente non abbiamo la bacchetta magica, ma una proposta di soluzione “anticrisi” certamente si!

I nostri “centri uffici” offrono a tutte le imprese la possibilità di noleggiare spazi arredati, dotati di rete telefonica dedicata e interamente cablati, nonché di tutto il supporto segretariale, che tutte le aziende necessitano, per un veloce insediamento nel proprio “business”.

In sintesi offriamo la soluzione “scaccia-crisi” soprattutto a coloro che hanno idee imprenditoriali e non hanno capitali per realizzarle, a tutte le aziende in "start-up" che hanno sede in casa propria o che non possono permettersi una dipendente e a tutte quelle che pur tagliando i costi di gestione non vogliono rinunciare ai servizi, grazie alla nostra flessibilità, alla velocità di attivazione, all’efficienza della nostra gestione e all’evidente risparmio economico, con riduzioni che arrivano al 70%.

Offriamo a tutte le imprese modelli gestionali più flessibili che consentono di risparmiare tempo e denaro: grazie al nostro “Business Center”, potrete noleggiare uffici direzionali (anche ad ore), sedi commerciali, sale riunioni, domiciliare la vostra attività anche legalmente oppure aprire un “ufficio virtuale” con risposta telefonica personalizzata in modalità “chiavi in mano” con la formula “Pay for Use”: paghi quello che usi e usi solo quando ti serve!


Il tutto non solo a Treviso, ma anche in altri 54 "centri ufficio" in Italia e Svizzera, grazie al nostro network di Business Centers: pensiamo a tutto noi!

Il Business Center Treviso ha attivato con “Unindustria Treviso” e “Ascom Treviso” una “convenzione” che abbatterà del 15% i costi di tutti i nostri servizi aziendali. La convenzione è stata possibile grazie alla "consapevolezza" che, nonostante la "crisi”, siamo una valida alternativa per lo sviluppo delle aziende in “start-up” ed in “spin-off” e per tutte quelle che attuano una politica di riduzione dei costi, senza rinunciare ad espandere il loro mercato, decentrando presso il nostro centro uffici tutti i servizi gestionali.

Il “Business Center Treviso” intende essere il motore di sviluppo e di innovazione delle Aziende nostre clienti, partecipando attivamente con i propri partner, nella continua ricerca della piena soddisfazione di tutte le loro esigenze. Offriamo un modello di gestione definito strategico, perché creiamo una partnership vera e propria con la nostra azienda cliente, una condivisione di obiettivi e di modalità d'azione.
Perché un cliente che si affida a noi è un bene prezioso da curare, perché il suo business è il nostro lavoro!

Vi aspettiamo!
Sergio Giarrizzo

BUSINESS CENTER TREVISO ®
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