La raccolta differenziata è finalmente una realtà nella maggior parte dei comuni situati sul territorio italiano, il che sembra una conquista vista la poco rosea situazione che riguardava il comparto rifiuti fino a pochi anni fa. Oggi anche le grandi metropoli si sono convertite alla tutela dell'ambiente ed al riciclo delle risorse, con un conseguente miglioramento della qualità della vita per i cittadini.
Ogni comune attua la politica di ritiro dei rifiuti che ritiene più idonea alla sua area di competenza, così ci sono comuni che effettuano la raccolta porta a porta con un calendario definito in partenza, ed altri che invece utilizzano i vecchi cassonetti contrassegnati dai colori relativi al genere di rifiuto che vi può essere conferito.
Fin qui tutto bene, e le regole appaiono abbastanza chiare, però quello che lascia perplesse le famiglie è la grande discordanza per quanto riguarda la tipologia di sacchetti da utilizzare, sia su quali siano le misure sia sui colori da utilizzare, variabili a seconda delle zone in cui si abita. I vari comuni distribuiscono una certa quantità di buste per famiglie, che di solito però non sono in numero tale da soddisfare le esigenze dei cittadini.
Per questo motivo si è costretti a comprare le buste per la spazzatura, al supermercato oppure nei negozi specializzati, il che ci porta al dilemma della scelta giusta da fare. Spesso si è portati a scegliere quello che costa meno, magari a discapito della qualità, oppure si comprano i sacchetti della misura sbagliata, solo perché non abbiamo preso le misure del bidone.
Prima di comprare le buste è sempre buona regola prendere le misure del nostro bidone, così da poter scegliere per il meglio il sacco che fa per noi. Navigando sul web si possono trovare siti specializzati che hanno buste su misura in offerta, di tutte le grandezze e colori.
Spesso è consigliabile avere un contenitore abbastanza grande, tale da poterci far stare i rifiuti di almeno un paio di giorni. In questo modo si riesce a risparmiare, magari usufruendo di offerte online per buste per la spazzatura grandi, che permettono di evitare l'inutile spreco di più buste piccole. Altra buona regola è evitare l'acquisto di grandi quantità di sacchetti biodegradabili.
Fare la raccolta differenziata è un dovere di ogni cittadino, e poterla fare senza errori è la maniera giusta per migliorare la qualità della vita in città.
Visualizzazione post con etichetta riciclaggio rifiuti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta riciclaggio rifiuti. Mostra tutti i post
giovedì, dicembre 20, 2012
venerdì, marzo 23, 2012
Raccolta differenziata delle batterie a Roma
Sul sito internet dell'AMA è stato pubblicato un elenco delle circa 700 postazioni in cui è possibile smaltire le batterie esauste, ma anche degli oltre 650 contenitori per i farmaci scaduti, presso farmacie, o strutture sanitarie locali. Questo per permettere ai cittadini di agevolare la raccolta differenziata di questo genere di rifiuti così particolari, che non devono assolutamente essere gettati come tutti gli altri.
mercoledì, ottobre 14, 2009
Londra lancia i "guardiani dei rifiuti" per evitare ogni spreco
“Polizia, signore, Ci apra! Dobbiamo ispezionare la sua spazzatura”. Ecco cosa potrebbe presto accadere ad alcuni cittadini di Londra.
Siamo a Brent, quartiere del North-West londinese, noto anche per ospitare l'area di Wembley e qui, il Consiglio Comunale ha ideato una particolare strategia per aumentare l'efficacia della raccolta differenziata.
Otto ispettori provenienti da una compagnia di riciclaggio chiamata Waste Watch (letteralmente, “i guardiani dei rifiuti”) sono stati assunti dal Comune per aiutare i residenti con la raccolta differenziata, resa più sofisticata anche dall’introduzione di nuovi bidoni di diversi colori per altrettanti tipi di rifiuti.
L’intenzione è quella di ridurre la quantità di spazzatura destinata alla discarica al solo 2% delle attuali 105.000 tonnellate. L’amministratore che si occupa del recupero della nettezza urbana locale, Graeme Maughan, ha affermato a tal proposito: “Abbiamo un programma basato su 12 passaggi, con una multa prevista all’infrazione del dodicesimo. Al momento, non siamo mai andati oltre il primo”.
Se i londinesi possono sentirsi al sicuro, sul “fronte differenziata”, dobbiamo sottolineare dei segnali positivi anche in Italia. Secondo il Conai (il Consorzio Nazionale degli Imballaggi, con circa 1,5 milioni di imprese consociate), la media nazionale 2008 del ricorso alla differenziata è di circa il 24%; non un dato eccezionale, ma un gigantesco passo avanti se paragonato all’11% del 1998.
Un 24% che noi di You4planet vogliamo migliorare, illustrando i vantaggi della separazione dei rifiuti: pensate che soltanto risparmiando un Kg di carta all’indifferenziata (il “sacco nero”) risparmiamo oltre 900g di emissioni di CO2.
Partecipa subito all'obiettivo dedicato
Leggi il resto della news
Siamo a Brent, quartiere del North-West londinese, noto anche per ospitare l'area di Wembley e qui, il Consiglio Comunale ha ideato una particolare strategia per aumentare l'efficacia della raccolta differenziata.
Otto ispettori provenienti da una compagnia di riciclaggio chiamata Waste Watch (letteralmente, “i guardiani dei rifiuti”) sono stati assunti dal Comune per aiutare i residenti con la raccolta differenziata, resa più sofisticata anche dall’introduzione di nuovi bidoni di diversi colori per altrettanti tipi di rifiuti.
L’intenzione è quella di ridurre la quantità di spazzatura destinata alla discarica al solo 2% delle attuali 105.000 tonnellate. L’amministratore che si occupa del recupero della nettezza urbana locale, Graeme Maughan, ha affermato a tal proposito: “Abbiamo un programma basato su 12 passaggi, con una multa prevista all’infrazione del dodicesimo. Al momento, non siamo mai andati oltre il primo”.
Se i londinesi possono sentirsi al sicuro, sul “fronte differenziata”, dobbiamo sottolineare dei segnali positivi anche in Italia. Secondo il Conai (il Consorzio Nazionale degli Imballaggi, con circa 1,5 milioni di imprese consociate), la media nazionale 2008 del ricorso alla differenziata è di circa il 24%; non un dato eccezionale, ma un gigantesco passo avanti se paragonato all’11% del 1998.
Un 24% che noi di You4planet vogliamo migliorare, illustrando i vantaggi della separazione dei rifiuti: pensate che soltanto risparmiando un Kg di carta all’indifferenziata (il “sacco nero”) risparmiamo oltre 900g di emissioni di CO2.
Partecipa subito all'obiettivo dedicato
Leggi il resto della news
lunedì, giugno 08, 2009
IMPRESAMIA.IT- RIFIUTI - Prestigiacomo: adesso a Palermo la differenziata
Al via il progetto pilota di raccolta differenziata nel quartiere Libertà
“Chiusa con ampio anticipo, grazie a una grande prova di impegno del personale e al decisivo supporto dell’esercito, la fase della criticità-rifiuti a Palermo, ora si lavora per avviare in tempi brevissimi il progetto pilota di raccolta differenziata nel quartiere Libertà”. Lo ha affermato il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo (nella foto).
“Da stamani – ha spiegato il ministro- sono in corso i sopralluoghi tecnici, presenti funzionari del Ministero, per avviare il progetto pilota della differenziata che contiamo di avviare entro giugno. Si tratta di un passaggio chiave operativo e culturale. Non c’è ciclo dei rifiuti moderno ed efficace senza a monte una raccolta differenziata che sottragga dalla spazzatura tutto ciò che si può e si deve riciclare e riusare. Questa è la sfida che Palermo e la Sicilia devono adesso sostenere e vincere”.
“Da stamani – ha spiegato il ministro- sono in corso i sopralluoghi tecnici, presenti funzionari del Ministero, per avviare il progetto pilota della differenziata che contiamo di avviare entro giugno. Si tratta di un passaggio chiave operativo e culturale. Non c’è ciclo dei rifiuti moderno ed efficace senza a monte una raccolta differenziata che sottragga dalla spazzatura tutto ciò che si può e si deve riciclare e riusare. Questa è la sfida che Palermo e la Sicilia devono adesso sostenere e vincere”.
Etichette:
DIFFERENZIATA,
mercatino usato palermo,
PRESTIGIACOMO,
riciclaggio rifiuti
sabato, novembre 01, 2008
Ecogest stand 147 / padiglione D1 - XII Edizione ECOMONDO 2008 - RIMINI

Dal 5 e fino all'8 novembre prossimi a Rimini Fiera si tiene la 12a edizione di ECOMONDO, la fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile.
Aperta sia agli addetti ai lavori sia al grande pubblico, ECOMONDO 2008 ospita 1.000 aziende su 70.000 metri quadrati articolati in 12 padiglioni (in mostra la più ampia gamma di opportunità tecnologiche, sistemi, attrezzature e servizi che partendo da una vetrina dedicata al tema centrale del recupero e riutilizzo dei rifiuti si allarga ad ampio raggio su tutte le tematiche ambientali).
Nel 2008 ECOMONDO propone inoltre COOPERAMBIENTE uno spazio dedicato all'offerta cooperativa di energia e servizi per l'ambiente, in collaborazione con Legacoop; e poi RECLAIM EXPO il primo salone italiano sulle bonifiche ambientali; e ancora, ORO BLU sul recupero e riuso delle acque; e INERTECH, l'area espositiva dedicata ai rifiuti inerti dell'edilizia; L'ISOLA DEGLI ACQUISTI SOSTENIBILI, un arcipelago di aziende produttrici di prodotti green per il consumo quotidiano; e ancora, METAL-ECO che tratterà il mondo dei metalli ferrosi e non ferrosi; lo spazio CITTA' SOSTENIBILE; l'area sui RAEE i rifiuti elettrici ed elettronici; le sezioni ECOMONDO ARIA e RISCHI E SICUREZZA.
Ecogest sarà lieta di ospitarvi presso lo stand 147 ubicato nel padiglione D1. Vi aspettiamo per prendere parte all'evento che mostrerà la più ampia gamma di opportunità tecnologiche per risolvere i complessi problemi ambientali.
Etichette:
ambiente,
ecogest,
ecomondo,
riciclaggio rifiuti
martedì, novembre 20, 2007
RAEE: Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.
Cosa sono i RAEE, Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.
Frigoriferi e climatizzatori, piccoli e grandi elettrodomestici, televisori e computer, apparecchiature audio/foto/video e lampade a risparmio di energia, giochi elettronici ed elettroutensili. Tutti strumenti, costantemente presenti in ogni attività della nostra vita quotidiana, che per funzionare dipendono da correnti elettriche o da campi elettromagnetici.
Giunti al termine del ciclo di vita diventano rifiuti, e sono classificati con la sigla RAEE. Tali rifiuti non possono essere gettati nei normali cassonetti o smaltiti in discarica, ma necessitano di una raccolta separata al fine di recuperare le molte materie riciclabili (metalli, plastiche, vetro, ecc.) e di smaltire in sicurezza le componenti inquinanti.
La nuova Normativa sul riciclo dei RAEE.
Il volume dei RAEE cresce a livello europeo ad un tasso tre volte superiore rispetto a quello di altre tipologie di rifiuti. Per porre un freno all'incremento costante di tali rifiuti, l'Unione Europea ha emanato apposite Direttive finalizzate alla "prevenzione della produzione di RAEE, e al loro successivo reimpiego, riciclaggio ed altre forme di recupero in modo da ridurre il volume dei rifiuti da smaltire".
Queste sono state recepite in Italia con il Decreto Legislativo n. 151 del 2005, che definisce il nuovo assetto normativo ed operativo in materia di rifiuti elettrici ed elettronici. La Normativa nazionale si pone l'obiettivo di migliorare, sotto il profilo ambientale, l'intervento dei soggetti che svolgono un ruolo attivo nel ciclo di vita dei prodotti elettrici ed elettronici: dai Produttori ai Consumatori, passando per gli attori della filiera distributiva, fino agli operatori del riciclo.
Responsabilità condivise tra Produttori, Distributori, Comuni e Cittadini.
I Produttori e/o Importatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche hanno l'onere di finanziare, organizzare e gestire un sistema integrato per il trattamento dei RAEE mediante l'adesione ai Sistemi Collettivi. Questi ultimi provvedono al ritiro dei RAEE dai punti di raccolta autorizzati, al loro trasporto presso centri di trattamento selezionati e alle successive attività di riciclo e recupero dei materiali. Per il finanziamento del Sistema RAEE, i Produttori possono applicare un Eco-contributo "visibile" o "internalizzato" nel prezzo dell'AEE nuova posta in vendita.
La Distribuzione è chiamata ad organizzare un servizio di ritiro gratuito dei RAEE consegnati dai Consumatori al momento del nuovo acquisto di un'analoga apparecchiatura elettrica o elettronica.
Gli Enti Pubblici hanno il compito di mettere a disposizione dell'utenza domestica e della Distribuzione centri di raccolta idonei per il conferimento dei RAEE.
I Cittadini, quali consumatori finali, devono consegnare i RAEE esclusivamente nei punti di raccolta autorizzati, oppure riconsegnarli ai Distributori al momento dell'acquisto di una nuova e analoga apparecchiatura elettrica o elettronica.
Il Sistema nazionale per la gestione dei RAEE
La gestione dei RAEE in Italia avviene attraverso Sistemi Collettivi (Consorzi o Società), espressione del comparto produttivo nazionale e internazionale presente nel nostro Paese. Tutti i Sistemi Collettivi costituiti dai Produttori assicurano il servizio - senza fini di lucro - di ritiro dai centri di raccolta e l'avvio dei RAEE al riciclo sull'intero territorio nazionale. L'obiettivo comune è massimizzare l'efficienza e l'efficacia dei processi di trattamento per la tutela dell'ambiente e della salute collettiva, nel pieno rispetto della Normativa vigente.
Il Centro di Coordinamento RAEE e gli organismi di controllo
Il Centro di Coordinamento RAEE, primo tra gli Organismi previsti dalla Normativa ad essere istituito, è direttamente finanziato e gestito dai Produttori, ed è l'ente di riferimento per tutti i Sistemi Collettivi responsabili per la gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici. Il Centro ha il fondamentale compito di garantire omogenee condizioni operative tra i diversi Sistemi Collettivi, monitorandone le attività e interfacciandosi con gli Organismi di Controllo competenti.
Gli Organismi di indirizzo e controllo. Oltre al Centro di Coordinamento RAEE, il D.Lgs. 151/05 prefigura una serie di Organismi di Indirizzo e Controllo istituiti presso il Ministero dell'Ambiente, con i compiti di vigilare sulla trasparenza, efficienza ed efficacia dell'intero Sistema RAEE:
· Registro Nazionale dei Produttori, al quale ogni azienda che immette sul mercato italiano AEE deve iscriversi. Il Registro Nazionale raccoglie l'elenco dei Produttori e dei Sistemi Collettivi e tutti i dati relativi al numero e alla tipologia di AEE venduti, le quote di mercato, e le tipologie di trattamento dei RAEE adottate;
· Comitato di Vigilanza e Controllo dei processi di gestione dei RAEE, cui spetta la funzione di verificare l'operatività, la funzionalità e l'economicità del sistema di gestione dei RAEE;
· Comitato di Indirizzo , Organismo di supporto al Comitato di Vigilanza e Controllo.
La salvaguardia dell'ambiente e la garanzia del riciclo.
Oltre ai problemi legati ai volumi che andranno ad occupare, i rifiuti elettrici ed elettronici preoccupano principalmente per il potenziale impatto ambientale delle sostanze inquinanti, eventualmente presenti al loro interno, e per i rischi che queste possono rappresentare per la salute pubblica. Dai RAEE si possono recuperare rame, ferro, alluminio, acciaio, vetro e plastiche: tutti materiali facilmente reimpiegabili nei processi produttivi o in applicazioni ad hoc. Sostanze pericolose come CFC, HCFC o mercurio vengono invece trattate e smaltite garantendone la messa in sicurezza.
I Sistemi Collettivi RAEE.
In risposta alla Normativa RAEE i Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche hanno dato vita ad una serie di Sistemi Collettivi, volontari e senza fini di lucro, alcuni specifici per tipologia di rifiuti e altri trasversali a tutti i RAEE:
- Ecodom, Consorzio italiano recupero e riciclaggio elettrodomestici;
- Ecoelit, Consorzio nazionale volontario accumulatori ed elettroutensili;
- Ecolamp, Consorzio per il recupero e lo smaltimento di apparecchiature di illuminazione;
- Ecolight, Consorzio di Produttori per la gestione dei RAEE domestici e professionali;
- Ecoped, Consorzio nazionale riciclo piccoli elettrodomestici;
- ecoR'it, Sistema Collettivo per la gestione dei RAEE di nuclei domestici e di utenti professionali;
- Ecosol, Consorzio di produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche per la gestione dei RAEE domestici e professionali;
- ERP, European Recycling Platform, Sistema Collettivo pan-Europeo per la gestione di qualsiasi RAEE, domestico e/o professionale;
- Raecycle, Sistema Collettivo gestione apparecchiature elettriche ed elettroniche dismesse;
- RAEE-PMI, Consorzio per lo smaltimento di prodotti elettronici riservato alle piccole e medie aziende;
- Re.Media, Sistema Collettivo per la gestione dei RAEE domestici e professionali;
- Ridomus, Consorzio riciclo condizionatori per uso domestico.
Per verificare il raggiungimento degli obiettivi previsti dalla Direttiva UE (pari a 4 kg di RAEE raccolti per abitante entro la fine del 2008), questi dovranno comunicare periodicamente i dati relativi ai rifiuti elettrici ed elettronici trattati e ai materiali avviati al riciclo. L'APAT, Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e del Territorio, è l'Organismo competente per il monitoraggio dei risultati raggiunti, che saranno poi resi pubblici dal Ministero dell'Ambiente.
Ufficio stampa: Hill & Knowlton Gaia
Andrea Pietrarota
tel 06.4404327 - cell 335.5640825
email andrea.pietrarota (at) hillandknowlton.com
Frigoriferi e climatizzatori, piccoli e grandi elettrodomestici, televisori e computer, apparecchiature audio/foto/video e lampade a risparmio di energia, giochi elettronici ed elettroutensili. Tutti strumenti, costantemente presenti in ogni attività della nostra vita quotidiana, che per funzionare dipendono da correnti elettriche o da campi elettromagnetici.
Giunti al termine del ciclo di vita diventano rifiuti, e sono classificati con la sigla RAEE. Tali rifiuti non possono essere gettati nei normali cassonetti o smaltiti in discarica, ma necessitano di una raccolta separata al fine di recuperare le molte materie riciclabili (metalli, plastiche, vetro, ecc.) e di smaltire in sicurezza le componenti inquinanti.
La nuova Normativa sul riciclo dei RAEE.
Il volume dei RAEE cresce a livello europeo ad un tasso tre volte superiore rispetto a quello di altre tipologie di rifiuti. Per porre un freno all'incremento costante di tali rifiuti, l'Unione Europea ha emanato apposite Direttive finalizzate alla "prevenzione della produzione di RAEE, e al loro successivo reimpiego, riciclaggio ed altre forme di recupero in modo da ridurre il volume dei rifiuti da smaltire".
Queste sono state recepite in Italia con il Decreto Legislativo n. 151 del 2005, che definisce il nuovo assetto normativo ed operativo in materia di rifiuti elettrici ed elettronici. La Normativa nazionale si pone l'obiettivo di migliorare, sotto il profilo ambientale, l'intervento dei soggetti che svolgono un ruolo attivo nel ciclo di vita dei prodotti elettrici ed elettronici: dai Produttori ai Consumatori, passando per gli attori della filiera distributiva, fino agli operatori del riciclo.
Responsabilità condivise tra Produttori, Distributori, Comuni e Cittadini.
I Produttori e/o Importatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche hanno l'onere di finanziare, organizzare e gestire un sistema integrato per il trattamento dei RAEE mediante l'adesione ai Sistemi Collettivi. Questi ultimi provvedono al ritiro dei RAEE dai punti di raccolta autorizzati, al loro trasporto presso centri di trattamento selezionati e alle successive attività di riciclo e recupero dei materiali. Per il finanziamento del Sistema RAEE, i Produttori possono applicare un Eco-contributo "visibile" o "internalizzato" nel prezzo dell'AEE nuova posta in vendita.
La Distribuzione è chiamata ad organizzare un servizio di ritiro gratuito dei RAEE consegnati dai Consumatori al momento del nuovo acquisto di un'analoga apparecchiatura elettrica o elettronica.
Gli Enti Pubblici hanno il compito di mettere a disposizione dell'utenza domestica e della Distribuzione centri di raccolta idonei per il conferimento dei RAEE.
I Cittadini, quali consumatori finali, devono consegnare i RAEE esclusivamente nei punti di raccolta autorizzati, oppure riconsegnarli ai Distributori al momento dell'acquisto di una nuova e analoga apparecchiatura elettrica o elettronica.
Il Sistema nazionale per la gestione dei RAEE
La gestione dei RAEE in Italia avviene attraverso Sistemi Collettivi (Consorzi o Società), espressione del comparto produttivo nazionale e internazionale presente nel nostro Paese. Tutti i Sistemi Collettivi costituiti dai Produttori assicurano il servizio - senza fini di lucro - di ritiro dai centri di raccolta e l'avvio dei RAEE al riciclo sull'intero territorio nazionale. L'obiettivo comune è massimizzare l'efficienza e l'efficacia dei processi di trattamento per la tutela dell'ambiente e della salute collettiva, nel pieno rispetto della Normativa vigente.
Il Centro di Coordinamento RAEE e gli organismi di controllo
Il Centro di Coordinamento RAEE, primo tra gli Organismi previsti dalla Normativa ad essere istituito, è direttamente finanziato e gestito dai Produttori, ed è l'ente di riferimento per tutti i Sistemi Collettivi responsabili per la gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici. Il Centro ha il fondamentale compito di garantire omogenee condizioni operative tra i diversi Sistemi Collettivi, monitorandone le attività e interfacciandosi con gli Organismi di Controllo competenti.
Gli Organismi di indirizzo e controllo. Oltre al Centro di Coordinamento RAEE, il D.Lgs. 151/05 prefigura una serie di Organismi di Indirizzo e Controllo istituiti presso il Ministero dell'Ambiente, con i compiti di vigilare sulla trasparenza, efficienza ed efficacia dell'intero Sistema RAEE:
· Registro Nazionale dei Produttori, al quale ogni azienda che immette sul mercato italiano AEE deve iscriversi. Il Registro Nazionale raccoglie l'elenco dei Produttori e dei Sistemi Collettivi e tutti i dati relativi al numero e alla tipologia di AEE venduti, le quote di mercato, e le tipologie di trattamento dei RAEE adottate;
· Comitato di Vigilanza e Controllo dei processi di gestione dei RAEE, cui spetta la funzione di verificare l'operatività, la funzionalità e l'economicità del sistema di gestione dei RAEE;
· Comitato di Indirizzo , Organismo di supporto al Comitato di Vigilanza e Controllo.
La salvaguardia dell'ambiente e la garanzia del riciclo.
Oltre ai problemi legati ai volumi che andranno ad occupare, i rifiuti elettrici ed elettronici preoccupano principalmente per il potenziale impatto ambientale delle sostanze inquinanti, eventualmente presenti al loro interno, e per i rischi che queste possono rappresentare per la salute pubblica. Dai RAEE si possono recuperare rame, ferro, alluminio, acciaio, vetro e plastiche: tutti materiali facilmente reimpiegabili nei processi produttivi o in applicazioni ad hoc. Sostanze pericolose come CFC, HCFC o mercurio vengono invece trattate e smaltite garantendone la messa in sicurezza.
I Sistemi Collettivi RAEE.
In risposta alla Normativa RAEE i Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche hanno dato vita ad una serie di Sistemi Collettivi, volontari e senza fini di lucro, alcuni specifici per tipologia di rifiuti e altri trasversali a tutti i RAEE:
- Ecodom, Consorzio italiano recupero e riciclaggio elettrodomestici;
- Ecoelit, Consorzio nazionale volontario accumulatori ed elettroutensili;
- Ecolamp, Consorzio per il recupero e lo smaltimento di apparecchiature di illuminazione;
- Ecolight, Consorzio di Produttori per la gestione dei RAEE domestici e professionali;
- Ecoped, Consorzio nazionale riciclo piccoli elettrodomestici;
- ecoR'it, Sistema Collettivo per la gestione dei RAEE di nuclei domestici e di utenti professionali;
- Ecosol, Consorzio di produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche per la gestione dei RAEE domestici e professionali;
- ERP, European Recycling Platform, Sistema Collettivo pan-Europeo per la gestione di qualsiasi RAEE, domestico e/o professionale;
- Raecycle, Sistema Collettivo gestione apparecchiature elettriche ed elettroniche dismesse;
- RAEE-PMI, Consorzio per lo smaltimento di prodotti elettronici riservato alle piccole e medie aziende;
- Re.Media, Sistema Collettivo per la gestione dei RAEE domestici e professionali;
- Ridomus, Consorzio riciclo condizionatori per uso domestico.
Per verificare il raggiungimento degli obiettivi previsti dalla Direttiva UE (pari a 4 kg di RAEE raccolti per abitante entro la fine del 2008), questi dovranno comunicare periodicamente i dati relativi ai rifiuti elettrici ed elettronici trattati e ai materiali avviati al riciclo. L'APAT, Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e del Territorio, è l'Organismo competente per il monitoraggio dei risultati raggiunti, che saranno poi resi pubblici dal Ministero dell'Ambiente.
Ufficio stampa: Hill & Knowlton Gaia
Andrea Pietrarota
tel 06.4404327 - cell 335.5640825
email andrea.pietrarota (at) hillandknowlton.com
Etichette:
apparecchiature elettriche,
elettroniche,
RAEE,
riciclaggio rifiuti
lunedì, novembre 19, 2007
Rapporto NAZIONI UNITE: grandi potenzialita' per incremento di raccolta e riciclaggio di rifiuti elettronici in Europa
Comunicato Stampa 19 novembre 2007
Grandi potenzialità per l'incremento di raccolta e riciclaggio di rifiuti elettronici in Europa, secondo il rapporto delle Nazioni Unite
Il rapporto della United Nations University per la Commissione Europea evidenzia bassi tassi di raccolta e consapevolezza dei consumatori, nonché crescente necessità di armonizzare i provvedimenti legislativi.
Solo circa il 25% degli elettrodomestici di medie dimensioni ed il 40% dei grandi sono raccolti per recupero e riciclaggio in Europa, lasciando sostanziali possibilità di miglioramento, secondo lo studio effettuato da un consorzio coordinato dalla United Nations University per la Commissione Europea. I piccoli elettrodomestici, eccetto rare eccezioni, hanno invece un tasso di raccolta prossimo allo zero.
"Lo studio suggerisce un possibile tasso di raccolta nel medio-lungo termine di circa il 60% per piccoli elettrodomestici quali lettori Mp3 o asciuga-capelli, così come per apparecchiature di medie dimensioni quali Hi-Fi, microonde e TV e di circa il 75% per grandi elettrodomestici quali frigoriferi o lavatrici. Se implementati, tali tassi di raccolta porterebbero a raggiungere circa 5,3 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici raccolti per il 2011, contro i 2,2 milioni attuali " dice Ruediger Kuehr, manager dello studio, dall'ufficio UNU di Bonn, Germania.
Lo studio prevede che i rifiuti elettronici crescano nell'UE27 (vedi http://europa.eu/abc/european_countries/index_en.htm), con un tasso annuo del 2,5 – 2,7%, dai circa 10,3 milioni di tonnellate generate nel 2005 (circa un quarto del totale mondiale) a 12,3 milioni nel 2020 .
La Direttiva RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) stabilisce un tasso di raccolta obiettivo di 4 kg ad abitante. In ogni caso lo studio evidenzia grandi differenze negli attuali tassi di raccolta tra i diversi Stati Membri. Tuttavia, mentre può essere facilmente conseguito dai paesi con maggiori disponibilità economiche ed infrastrutture, l'obiettivo di 4 kg per abitante rappresenta un target impegnativo per i nuovi Stati Membri.
I bassi tassi di raccolta attuali, in parte dovuti a scarsa consapevolezza dei consumatori, rappresentano uno dei motivi di preoccupazione secondo Steve Ogilvie, di AEA Technology, che ha calcolato l'ammontare di apparecchiature elettroniche che diverranno rifiuto nei prossimi anni.
"Ci sono chiari benefici per l'ambiente nel raccogliere e trattare ogni tipologia di rifiuto elettronico" dice Jaco Huisman, di UNU, l'autore principale dello studio. "I molteplici benefici variano tuttavia nel raccogliere e riciclare le diverse tipologie di apparecchiature, dalla riduzione delle emissioni di sostanze tossiche, alla preservazione delle risorse naturali, dalla riduzione dell'utilizzo di energia, alla prevenzione di emissioni responsabili del surriscaldamento globale e del buco nell'ozono. Raccomandiamo quindi target di raccolta differenti in funzione delle diverse tipologie di apparecchiature".
"Per esempio, in cima alle priorità dal punto di vista ambientale c'è il controllo dei cloro-fluoro-carburi (CFC) nei vecchi frigoriferi" dice Jaco Huisman, che ha condotto l'analisi ambientale nello studio. "Aumentando il tasso di raccolta dal 27%, ufficialmente dichiarato nel 2005 nell'UE27, al 75% suggerito entro il 2011 sarebbero non solo ridotti gli agenti chimici responsabili dell'allargamento del buco nell'ozono, ma si preverrebbe anche l'emissione di circa 34 milioni di tonnellate di CO2".
Aumentare il tasso di raccolta è anche un elemento chiave per prevenire emissioni di sostanze tossiche. Una stima di 4,3 tonnellate di mercurio è contenuta nei circa 660 milioni di lampade a basso consumo vendute in Europa nel 2006, e ulteriori 2,8 tonnellate sono contenute nei pannelli LCD.
"I consumatori devono dare il loro contributo per garantire controllo su tali sostanze tossiche, in particolare disfandosi delle apparecchiature a fine vita in modo tale che giungano ad operatori qualificati per il loro trattamento" dice il dottor Huisman.
Lo studio evidenzia come le aziende del mondo dell'elettronica e gli altri attori coinvolti vedano una chiara necessità di maggiore consistenza ed armonizzazione in merito ai requisiti legislativi e alle attività di registrazione e reporting, così come una maggiore consapevolezza degli attori coinvolti in merito alle loro specifiche responsabilità. Un gran numero di piccole e medie aziende è ancora all'oscuro degli obblighi di legge.
"Il nostro studio evidenzia un onere economico nell'UE27 per le attività di registrazione e reporting di circa 40 milioni di euro all'anno, assumendo una base di 8 ore necessarie per la compilazione di ogni report " dice Federico Magalini, di UNU, responsabile della valutazione economica. In ogni caso la preoccupazione per l'aspetto economico è minore rispetto al disagio di aziende operanti in tutti i paesi dell'Unione Europea dinnanzi all'onere di compilare almeno 72 report diversi ogni anno.
"I costi di raccolta e riciclaggio sono stimati in crescita dai circa 0,76 miliardi di euro del 2005 fino ai 3 miliardi del 2020, e variano da categoria a categoria" dice il dottor Magalini. "Per i grandi elettrodomestici quali lavatrici o piastre per la cottura, il costo maggiore è dato dal trasporto. Per frigoriferi e congelatori il trattamento da origine ai costi maggiori".
"Il valore crescente di componenti o materiali recuperati ha reso il riciclaggio più attraente economicamente" ha aggiunto.
In parole povere il maggior miglioramento dal punto di vista ambientale e la più alta eco-efficienza possono essere raggiunti passando da un approccio orientato ai prodotti ad uno, più sensato, orientato alle categorie di rifiuto, dice il dottor Huisman.
Altre importanti condizioni di successo che sono state identificate nello studio sono:
1. Una maggior attuazione degli elementi chiave della legislazione a livello europeo e nazionale in merito a tutte le procedure organizzative ed operative per gli attori coinvolti, con particolare enfasi riguardo la messa al bando di ogni spedizione illegale di rifiuti;
2. Differenziazione di requisiti legislativi e responsabilità chiave degli attori dagli standard operativi;
3. Semplificazione ed armonizzazione dei provvedimenti legislativi nei diversi Stati Membri;
4. Promozione della consapevolezza dei consumatori per stimolare un maggior tasso di raccolta delle apparecchiature dismesse;
5. Rimozione dell'artificiale e annosa differenziazione tra prodotti B2B e B2C e tra rifiuto storico e nuovo sia per ragioni di semplificazione che ambientali.
"I prodotti elettronici hanno un grande impatto positivo sulle nostre vite" dice Konrad Osterwalder, rettore della UNU. "In ogni caso la loro crescente disponibilità e facilità di acquisto li rende allo stesso tempo in crescente problema ambientale, che noi tutti, in prima persona, dobbiamo affrontare. Il vecchio detto – riduci, riusa, ricicla – calza particolarmente bene ai rifiuti elettronici".
* * * * *
Background
La Commissione Europea ha stipulato un contratto con la UNU perchè contribuisse al processo di revisione della Direttiva 2002/96/EC sui RAEE, previsto per il 2008. Questo progetto è stato condotto dal Focal Point europeo del Zero Emission Forum, con sede a Bonn, presso l'istituto per l'ambiente e la sicurezza umana della United Nations University.
Partner dello studio sono stati AEA Technology (Regno Unito), Gaiker (Spagna), Regional Environment Centre for Central and Eastern Europe (Ungheria) e Technical University Delft (Paesi Bassi).
Portato a termine tra Settembre 2006 e Agosto 2007, obiettivo dello studio è stata la valutazione di opzioni per lo sviluppo della Direttiva RAEE. I due punti fondamentali del lavoro sono stati:
1. Valutazione dell'implementazione della Direttiva RAEE negli Stati Membri, con particolare attenzione agli aspetti ed impatti ambientali, economici e sociali;
2. Sviluppo di opzioni legislative e non per il miglioramento dell'efficacia ambientale, l'efficienza economica e la semplificazione della Direttiva.
Lo studio condotto dalla UNU ha implicato una serie di questionari e più di 180 interviste con attori coinvolti nella raccolta e riciclaggio, combinate con una estensiva review di informazioni esistenti al fine di creare una solida e completa base dati, rappresentativa della situazione attuale in Europa.
Un dettagliato database con più di 350 fonti bibliografiche è stato creato, unitamente ad con un modello aggiornato per la valutazione ambientale ed economica, comprendente le 64 sostanze maggiormente rilevanti, la loro destinazione lungo la supply chain, i 31 più rilevanti processi di recupero, riciclaggio e smaltimento, 15 diversi indicatori per l'impatto ambientale e i principali costi dalla raccolta allo smaltimento finale.
United Nations University
Creata dall'Assemblea Generale dell'O.N.U. ne 1973, la United Nations University rappresenta una comunità internazionale di studiosi impegnati nella ricerca, in training avnazato e nella diffusione di conoscenza correlati a rilevanti problemi globali. Le attività si focalizzano principalmente sulla pace e sulla risoluzione dei conflitti, sullo sviluppo sostenibile e sull'utilizzo della scienza e della tecnologia per contribuire al benessere dell'uomo. L'università ha un network globale di centri di ricerca ed addestramento post-laurea, con sede centrale a Tokyo.
UNU è co-fondatore di StEP Initiative (Solving the E-Waste Problem. http://www.step-initiative.org) e svolge la funzione di segretariato. StEP rappresenta un'iniziativa multi-stakeholder che svolge ricerca applicata lavorando a soluzioni olistiche e globali per il problema dei rifiuti elettronici.
Per maggiori informazioni:
Mail to: magalini@step-initiative.org - federico.magalini@polimi.it
Tel.: + 39 0239666740
Mobile: + 39 348 6913331
Skype: federico.magalini
http://www.step-initiative.org
http://www.unu.edu/zef
http://ehs.unu.edu
Inviato da:
Andrea Pietrarota
Hill & Knowlton Gaia
Via Nomentana, 257- 00161 Roma (RM)
p: +39 06441640327
m: +39 335 5640825
andrea.pietrarota @ hillandknowlton.com
Grandi potenzialità per l'incremento di raccolta e riciclaggio di rifiuti elettronici in Europa, secondo il rapporto delle Nazioni Unite
Il rapporto della United Nations University per la Commissione Europea evidenzia bassi tassi di raccolta e consapevolezza dei consumatori, nonché crescente necessità di armonizzare i provvedimenti legislativi.
Solo circa il 25% degli elettrodomestici di medie dimensioni ed il 40% dei grandi sono raccolti per recupero e riciclaggio in Europa, lasciando sostanziali possibilità di miglioramento, secondo lo studio effettuato da un consorzio coordinato dalla United Nations University per la Commissione Europea. I piccoli elettrodomestici, eccetto rare eccezioni, hanno invece un tasso di raccolta prossimo allo zero.
"Lo studio suggerisce un possibile tasso di raccolta nel medio-lungo termine di circa il 60% per piccoli elettrodomestici quali lettori Mp3 o asciuga-capelli, così come per apparecchiature di medie dimensioni quali Hi-Fi, microonde e TV e di circa il 75% per grandi elettrodomestici quali frigoriferi o lavatrici. Se implementati, tali tassi di raccolta porterebbero a raggiungere circa 5,3 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici raccolti per il 2011, contro i 2,2 milioni attuali " dice Ruediger Kuehr, manager dello studio, dall'ufficio UNU di Bonn, Germania.
Lo studio prevede che i rifiuti elettronici crescano nell'UE27 (vedi http://europa.eu/abc/european_countries/index_en.htm), con un tasso annuo del 2,5 – 2,7%, dai circa 10,3 milioni di tonnellate generate nel 2005 (circa un quarto del totale mondiale) a 12,3 milioni nel 2020 .
La Direttiva RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) stabilisce un tasso di raccolta obiettivo di 4 kg ad abitante. In ogni caso lo studio evidenzia grandi differenze negli attuali tassi di raccolta tra i diversi Stati Membri. Tuttavia, mentre può essere facilmente conseguito dai paesi con maggiori disponibilità economiche ed infrastrutture, l'obiettivo di 4 kg per abitante rappresenta un target impegnativo per i nuovi Stati Membri.
I bassi tassi di raccolta attuali, in parte dovuti a scarsa consapevolezza dei consumatori, rappresentano uno dei motivi di preoccupazione secondo Steve Ogilvie, di AEA Technology, che ha calcolato l'ammontare di apparecchiature elettroniche che diverranno rifiuto nei prossimi anni.
"Ci sono chiari benefici per l'ambiente nel raccogliere e trattare ogni tipologia di rifiuto elettronico" dice Jaco Huisman, di UNU, l'autore principale dello studio. "I molteplici benefici variano tuttavia nel raccogliere e riciclare le diverse tipologie di apparecchiature, dalla riduzione delle emissioni di sostanze tossiche, alla preservazione delle risorse naturali, dalla riduzione dell'utilizzo di energia, alla prevenzione di emissioni responsabili del surriscaldamento globale e del buco nell'ozono. Raccomandiamo quindi target di raccolta differenti in funzione delle diverse tipologie di apparecchiature".
"Per esempio, in cima alle priorità dal punto di vista ambientale c'è il controllo dei cloro-fluoro-carburi (CFC) nei vecchi frigoriferi" dice Jaco Huisman, che ha condotto l'analisi ambientale nello studio. "Aumentando il tasso di raccolta dal 27%, ufficialmente dichiarato nel 2005 nell'UE27, al 75% suggerito entro il 2011 sarebbero non solo ridotti gli agenti chimici responsabili dell'allargamento del buco nell'ozono, ma si preverrebbe anche l'emissione di circa 34 milioni di tonnellate di CO2".
Aumentare il tasso di raccolta è anche un elemento chiave per prevenire emissioni di sostanze tossiche. Una stima di 4,3 tonnellate di mercurio è contenuta nei circa 660 milioni di lampade a basso consumo vendute in Europa nel 2006, e ulteriori 2,8 tonnellate sono contenute nei pannelli LCD.
"I consumatori devono dare il loro contributo per garantire controllo su tali sostanze tossiche, in particolare disfandosi delle apparecchiature a fine vita in modo tale che giungano ad operatori qualificati per il loro trattamento" dice il dottor Huisman.
Lo studio evidenzia come le aziende del mondo dell'elettronica e gli altri attori coinvolti vedano una chiara necessità di maggiore consistenza ed armonizzazione in merito ai requisiti legislativi e alle attività di registrazione e reporting, così come una maggiore consapevolezza degli attori coinvolti in merito alle loro specifiche responsabilità. Un gran numero di piccole e medie aziende è ancora all'oscuro degli obblighi di legge.
"Il nostro studio evidenzia un onere economico nell'UE27 per le attività di registrazione e reporting di circa 40 milioni di euro all'anno, assumendo una base di 8 ore necessarie per la compilazione di ogni report " dice Federico Magalini, di UNU, responsabile della valutazione economica. In ogni caso la preoccupazione per l'aspetto economico è minore rispetto al disagio di aziende operanti in tutti i paesi dell'Unione Europea dinnanzi all'onere di compilare almeno 72 report diversi ogni anno.
"I costi di raccolta e riciclaggio sono stimati in crescita dai circa 0,76 miliardi di euro del 2005 fino ai 3 miliardi del 2020, e variano da categoria a categoria" dice il dottor Magalini. "Per i grandi elettrodomestici quali lavatrici o piastre per la cottura, il costo maggiore è dato dal trasporto. Per frigoriferi e congelatori il trattamento da origine ai costi maggiori".
"Il valore crescente di componenti o materiali recuperati ha reso il riciclaggio più attraente economicamente" ha aggiunto.
In parole povere il maggior miglioramento dal punto di vista ambientale e la più alta eco-efficienza possono essere raggiunti passando da un approccio orientato ai prodotti ad uno, più sensato, orientato alle categorie di rifiuto, dice il dottor Huisman.
Altre importanti condizioni di successo che sono state identificate nello studio sono:
1. Una maggior attuazione degli elementi chiave della legislazione a livello europeo e nazionale in merito a tutte le procedure organizzative ed operative per gli attori coinvolti, con particolare enfasi riguardo la messa al bando di ogni spedizione illegale di rifiuti;
2. Differenziazione di requisiti legislativi e responsabilità chiave degli attori dagli standard operativi;
3. Semplificazione ed armonizzazione dei provvedimenti legislativi nei diversi Stati Membri;
4. Promozione della consapevolezza dei consumatori per stimolare un maggior tasso di raccolta delle apparecchiature dismesse;
5. Rimozione dell'artificiale e annosa differenziazione tra prodotti B2B e B2C e tra rifiuto storico e nuovo sia per ragioni di semplificazione che ambientali.
"I prodotti elettronici hanno un grande impatto positivo sulle nostre vite" dice Konrad Osterwalder, rettore della UNU. "In ogni caso la loro crescente disponibilità e facilità di acquisto li rende allo stesso tempo in crescente problema ambientale, che noi tutti, in prima persona, dobbiamo affrontare. Il vecchio detto – riduci, riusa, ricicla – calza particolarmente bene ai rifiuti elettronici".
* * * * *
Background
La Commissione Europea ha stipulato un contratto con la UNU perchè contribuisse al processo di revisione della Direttiva 2002/96/EC sui RAEE, previsto per il 2008. Questo progetto è stato condotto dal Focal Point europeo del Zero Emission Forum, con sede a Bonn, presso l'istituto per l'ambiente e la sicurezza umana della United Nations University.
Partner dello studio sono stati AEA Technology (Regno Unito), Gaiker (Spagna), Regional Environment Centre for Central and Eastern Europe (Ungheria) e Technical University Delft (Paesi Bassi).
Portato a termine tra Settembre 2006 e Agosto 2007, obiettivo dello studio è stata la valutazione di opzioni per lo sviluppo della Direttiva RAEE. I due punti fondamentali del lavoro sono stati:
1. Valutazione dell'implementazione della Direttiva RAEE negli Stati Membri, con particolare attenzione agli aspetti ed impatti ambientali, economici e sociali;
2. Sviluppo di opzioni legislative e non per il miglioramento dell'efficacia ambientale, l'efficienza economica e la semplificazione della Direttiva.
Lo studio condotto dalla UNU ha implicato una serie di questionari e più di 180 interviste con attori coinvolti nella raccolta e riciclaggio, combinate con una estensiva review di informazioni esistenti al fine di creare una solida e completa base dati, rappresentativa della situazione attuale in Europa.
Un dettagliato database con più di 350 fonti bibliografiche è stato creato, unitamente ad con un modello aggiornato per la valutazione ambientale ed economica, comprendente le 64 sostanze maggiormente rilevanti, la loro destinazione lungo la supply chain, i 31 più rilevanti processi di recupero, riciclaggio e smaltimento, 15 diversi indicatori per l'impatto ambientale e i principali costi dalla raccolta allo smaltimento finale.
United Nations University
Creata dall'Assemblea Generale dell'O.N.U. ne 1973, la United Nations University rappresenta una comunità internazionale di studiosi impegnati nella ricerca, in training avnazato e nella diffusione di conoscenza correlati a rilevanti problemi globali. Le attività si focalizzano principalmente sulla pace e sulla risoluzione dei conflitti, sullo sviluppo sostenibile e sull'utilizzo della scienza e della tecnologia per contribuire al benessere dell'uomo. L'università ha un network globale di centri di ricerca ed addestramento post-laurea, con sede centrale a Tokyo.
UNU è co-fondatore di StEP Initiative (Solving the E-Waste Problem. http://www.step-initiative.org) e svolge la funzione di segretariato. StEP rappresenta un'iniziativa multi-stakeholder che svolge ricerca applicata lavorando a soluzioni olistiche e globali per il problema dei rifiuti elettronici.
Per maggiori informazioni:
Mail to: magalini@step-initiative.org - federico.magalini@polimi.it
Tel.: + 39 0239666740
Mobile: + 39 348 6913331
Skype: federico.magalini
http://www.step-initiative.org
http://www.unu.edu/zef
http://ehs.unu.edu
Inviato da:
Andrea Pietrarota
Hill & Knowlton Gaia
Via Nomentana, 257- 00161 Roma (RM)
p: +39 06441640327
m: +39 335 5640825
andrea.pietrarota @ hillandknowlton.com
Etichette:
europa,
nazioni unite,
riciclaggio rifiuti
Iscriviti a:
Post (Atom)