Visualizzazione post con etichetta seno. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta seno. Mostra tutti i post

mercoledì, dicembre 07, 2011

Mastoplastica additiva Sì, ma con le Protesi Sicure e Garantite

La mastoplastica additiva è un intervento chirurgico volto ad aumentare il volume e a migliorare la forma delle mammelle.

La mastoplastica additiva è indicata per i seni piccoli o poco sviluppati e per quelli che si sono ridotti di volume con il passare del tempo. Il posizionamento della protesi, in relazione alle caratteristiche costituzionali del soggetto, può essere: sottoghiandolare, sottomuscolare, misto.

Talvolta, in alcuni individui, nei primi tempi la protesi può essere percepita come un oggetto estraneo, ma questa sensazione tende a scomparire rapidamente.

Tutti gli impianti protesici in generale, compresi quelli qui citati, non devono essere considerati dei dispositivi a vita; interventi chirurgici correttivi, espianto e sostituzione inclusi, possono essere necessari in qualsiasi momento.

E' importante che le protesi mammarie utilizzate siano direttamente garantithttp://www.blogger.com/img/blank.gife dall’azienda produttrice attraverso un esclusivo piano di garanzia estesa valido a vita che, a seconda della tipologia di protesi scelta, si fa carico della sostituzione gratuita degli impianti mammari in caso di un provato danneggiamento dell’integrità dell’involucro.

PER INFO
Dott. Luca Piovano
Chirurgo Plastico ed Estetico
Circonvallazione Gianicolense 143 - Roma
Tel. 06.53.65.85
www.lucapiovano.it

venerdì, gennaio 28, 2011

10 falsi Miti sull’Allattamento al Seno

allattamento

Allattare fa ingrassare: niente di più sbagliato. L’allattamento richiede un dispendio energetico di circa 350/500 calorie al giorno. Quindi le donne che allattano bruciano 350/500 calorie al giorno in più rispetto a quelle che non lo fanno.

Durante l’allattamento non si può rimanere incinta: non è vero. Rimanere incinta quando si allatta è più difficile, ma non impossibile.
 
Continua a leggere 10 falsi Miti sull’Allattamento al Seno su BenessereVillage.it

lunedì, gennaio 17, 2011

Mastoplastica Additiva è l'ideale per un Seno Piccolo o Svuotato

Il concetto che sta alla base della mastoplastica additiva è quello di dare forma e volume ad un seno che è sempre stato piccolo o che si è svuotato a seguito di allattamento o a dimagrimento. Un seno piccolo o svuotato, non ptosico (cadente), è il seno ideale per una mastoplastica additiva.

L’intervento viene eseguito in anestesia generale e le vie attraverso le quali si possono posizionare le protesi sono sostanzialmente tre:

incisione al solco sottomammario
incisione attorno all’areola
incisione al cavo ascellare.

Il taglio al solco sotto al seno dà un’ottima possibilità di preparazione della tasca dentro alla quale viene posizionata la protesi, è ideale per interventi molto rapidi e per l’inserimento di protesi molto grandi; ha il difetto che lascia una cicatrice, per quanto piccola e poco visibile che non si vede se la donna è in piedi ma può essere visibile da sdraiata.

L’incisione attorno al capezzolo lascia una cicatrice pressoché invisibile perché è situata nel punto in cui la pelle del seno diventa scura per formare l’areola; non consente di introdurre protesi molto grandi perché la lunghezza del taglio è condizionata dalle dimensioni dell’areola ma, soprattutto obbliga ad attraversare la ghiandola lasciando delle cicatrici nella ghiandola che qualche volta possono risultare dannose (per esempio per un eventuale allattamento).

Il taglio nel cavo ascellare consente innanzitutto di non avere alcun tipo di cicatrice sul seno (la cicatrice dell’ascella nella maggior parte dei casi diventa praticamente invisibile);

permette l’introduzione della maggior parte delle protesi (rotonde o anatomiche), l’intervento viene completato da una parte in endoscopia che consente un perfetto controllo della tasca che ospiterà la protesi, la ghiandola mammaria non viene minimamente intaccata e le sue funzioni ed il suo trofismo si mantengono intatti.

Esiste anche un’accesso attraverso l’ombelico che però è praticabile solo utilizzando protesi riempite di soluzione fisiologica che tuttavia si adoperano rarissimamente il Italia.

POSIZIONE DELLE PROTESI

Le protesi mammarie possono essere posizionate immediatamente sotto alla ghiandola oppure sotto al muscolo grande pettorale.

A prima vista si direbbe che la posizione corretta è sotto alla ghiandola: è quella che vogliamo aumentare di volume, è quindi giusto posizionare il più superficialmente possibile la protesi per un risultato più naturale.

Questo è vero solo in parte, perché se la donna è magra ed il suo tessuto sottocutaneo è sottile con un seno piccolo la protesi sottoghiandolare rischierebbe di diventare un po’ troppo evidente, a maggior ragione se si adoperano le protesi in gel altamente coesivo. Per cui solo in soggetti con un seno abbastanza largo o comunque con un discreto spessore di tessuto sottocutaneo è indicato l’inserimento delle protesi al di sotto della ghiandola, si deve inoltre trattare di protei di dimensioni contenute perché sennò peserebbero troppo sulla pelle tirandola verso il basso.

Negli altri casi la posizione migliore è quella sotto al muscolo grande pettorale in uno spazio che esiste allo stato virtuale fra il piccolo pettorale ed i grande pettorale. In questo spazio si possono inserire protesi anche di dimensioni importanti che saranno meno evidenti attraverso la pelle che daranno quindi un risultato più naturale nelle donne magre e con seno piccolo, inoltre sarà il muscolo a sostenere in buona parte il peso delle protesi non rendendo obbligatorio l’uso abituale del reggiseno.

PROTESI

Ormai disponiamo di una grandissima varietà di forme di protesi che si possono comunque ricondurre sostanzialmente a due linee: quelle rotonde e quelle a goccia o anatomiche. Per ognuno di questi tipi esistono numerose varianti che riguardano la proiezione, il diametro della base e la consistenza del gel.

Esiste sicuramente la protesi adatta ad ottenere il risultato che ogni paziente desidera, si tratta solo di avere un approfondito colloquio preoperatorio col chirurgo in modo da scegliere la soluzione più adatta per ciascun caso.


Prof. Fabrizio Malan
Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica
Torino - Pinerolo
www.fabriziomalan.it

mercoledì, novembre 24, 2010

Le cure fai da te per il seno


Il décolleté è forse la parte più affascinante delle donne ed incuriosisce moltissimo gli uomini. E tu quanta attenzione dedichi alla cura del tuo seno?

É sbagliato pensare che se la natura ci ha aiutate in partenza possiamo fare a meno di curare il nostro seno. Infatti tutte noi andiamo incontro ai segni del tempo, in primis chi ha il seno grande o la pelle grassa. Ecco allora dei rimedi per prenderci cura di noi stesse.

Continua a leggere Le cure fai da te per il seno su BenessereVillage.it

lunedì, settembre 27, 2010

Mastopessi: Quando è Necessario rialzare le Mammelle

La mastopessi è l’intervento finalizzato a rialzare le mammelle e riposizionare il complesso areola-capezzolo nella sede opportuna. La ptosi mammaria, cioè la caduta della ghiandola mammaria è una condizione che può essere del tutto fisiologica in quanto correlata all’avanzare dell’età ed al volume mammario.

Altre cause, quali ad esempio una gravidanza, una importante perdita di peso, una pelle particolarmente sottile ed anelastica possono accelerare tale caduta rendendo la ptosi evidente già in giovane età.

La mastopessi, se è modesta, può essere corretta con un’incisione periareolare completa, rimozione dell’eccesso cutaneo, modellamento della ghiandola residua, posizionamento di una protesi per aumentare la proiezione e sutura a borsa di tabacco (la cosiddetta sutura round block). La cicatrice risultante sarà intorno all’areola mammaria.

Se la mastopessi è importante, è necessario effettuare anche l’incisione verticale sotto l’areola per poter togliere un maggiore quantitativo di cute e modellare meglio la ghiandola residua. L’intervento di mastopessi può essere effettuato senza protesi mammarie o con l’ausilio di protesi. Nel primo caso noi utilizziamo una tecnica che prevede l’allestimento di una autoprotesi, cioè modelliamo la ghiandola mammaria ptosica come una protesi che riposizioniamo nella sede corretta.

La mammella assume fin dalle prime settimane dopo l’intervento un aspetto naturale. Utilizziamo invece le protesi se vogliamo dare un riempimento importante del polo superiore. L’operazione richiede dalle due alle tre ore, viene generalmente effettuata in narcosi ed in regime di day-hospital. Al termine dell’intervento possono essere posizionati due drenaggi che verranno generalmente rimossi dopo 24 ore.

Dott. Luca Cravero
Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica
Via Freidour, 1 – 10139 Torino
Tel. 011 7719077
Cell. 339.2867797
www.chirurgiaplastica.us

lunedì, settembre 06, 2010

Aumento del seno: la mastoplastica additiva in parole semplici.

La mastoplastica additiva (aumento del seno) è l’intervento che mira a ridonare volume e una bella forma al seno.Questo tipo di intervento prevede un posizionamento di protesi. Grazie alle tecniche sempre più sofisticate e alle protesi mammarie più evolute, è possibile soddisfare le richieste di un maggior numero di donne.

E' una procedura richiesta da donne che hanno il seno poco sviluppato (detta ipotrofia mammaria) e da donne che, dopo l'allattamento o un dimagrimento, hanno il seno svuotato o leggermente cadente.

Sul mercato esistono due tipi diprotesi: le protesi a profilo anatomico e le protesi a profilo tondo: laqualità protesica è la medesima, mentre cambia la forma che va scelta a seconda del gusto della paziente e dei consigli del chirurgo.
L’intervento di mastoplastica additiva si esegue solitamente in anestesia generale e le protesi sono posizionate sotto il muscolo pettorale in quello che viene chiamato tecnicamente un dual plane. Per posizionare le protesi è necessario creare una via di accesso che consiste in un taglietto di 4 centimetri che può essere eseguito a livello del solco sottomammario, a livello periareolare o in alcuni casi a livello ascellare.

Questo tio di intervento richiede normalmente un ricovero di 24 ore: al termine dell’intervento la paziente indossa un reggiseno elasticizzato che va portato per circa 7-10 giorni, anche la notte. Per i primi 7-10 giorni è bene evitare sforzi con le braccia, ma a distanza di un mese il risultato si può considerare assestato e definitivo. La ripresa dell'attività sportiva è solitamente consigliata dopo circa 2 mesi dall’esecuzione dell'intervento di mastoplastica.




Dott. Alessandro Gennai
chirurgo plastico ed estetico
via delle Lame 98 - Bologna
tel. 051.649.4945
segreteria@gennaichirurgia.it
www.gennaichirurgia.it

martedì, giugno 22, 2010

Cuore di Mamma Corpo di Donna: come Migliorare il Proprio Seno

L’acido ialuronico è una sostanza che il corpo produce naturalmente allo scopo di dare idratazione ai tessuti, volume e tono alla pelle e lubrificare le articolazioni.

Il gel Macrolane(R) è una versione di sintesi dell’acido ialuronico presente nell’organismo. Di origine non animale, perfettamente biocompatibile viene iniettato nell’area da trattare per creare volume e rimodellare il corpo in modo naturale, con una procedura non chirurgica e minimamente invasiva.

Il trattamento Macrolane è ideale per restituire un aspetto florido e giovanile al seno, nel rispetto dell’unicità di ogni donna, valorizzandone forme e profili senza stravolgerli o omologarli.

Il Macrolane viene iniettato all’interno dei tessuti da volumizzare e valorizzare mediante uno speciale ago (agocannula) nel corso di un intervento miniinvasivo eseguito in regime ambulatoriale in anestesia locale, senza degenza e con immediato ritorno a casa. Un trattamento semplice, rapido al quale puoi partecipare controllando il risultato passo dopo passo insieme al tuo medico.

Un programma di rimodellamento corporeo minimamente invasivo a base di acido ialuronico, una sostanza naturale di origine non animale altamente biocompatibile. I Tempi di recupero post-trattamento molto rapidi. Bastano pochi ma attenti accorgimenti per ritornare immediatamente alla vita sociale.

I risultati non sono permanenti: il gel iniettato sarà gradualmente sottoposto a biodegradazione da parte dell’organismo nel corso del tempo. La biodegradazione viene solitamente completata in circa 18 mesi: è pertanto consigliato, al fine di mantenere e migliorare ulteriormente i risultati raggiunti, eseguire un reintegro di materiale a distanza di circa 1 anno dal primo trattamento.

Macrolane asseconda la forma del seno ripristinandone la naturale rotondità e turgore nel rispetto dell’unicità di ogni persona. E' l’ideale per restituire un aspetto florido e giovanile al seno, nel rispetto dell’unicità di ogni donna, valorizzandone forme e profili senza stravolgerli o omologarli.

Dott. Giuseppe Serpieri
tel. 335.679.1027
serpieri@flebologia.it
www.flebologia.it

mercoledì, giugno 09, 2010

Senologia: l’importanza dello screening

Genova, 09 Giugno 2010 - La Senologia è una branca della medicina, focalizzata nello studio, nella cura e chirurgia del seno.


La mammella è per le donne, uno degli organi più a rischio di cancro maligno. Forse non tutti però sanno è che in alcuni casi, seppur meno frequenti, anche gli uomini possono essere colpiti da una forma di cancro alla mammella.


Quel che è indubbio, per gli uomini quanto per le donne, è che importantissima una diagnosi precoce di questo male, per salvare la vita delle persone ma anche per evitare interventi chirurgici di mutilazione.


Anche la senologia negli ultimi anni ha compiuto enormi progressi, il tumore alla mammella rimane una malattia serie e assolutamente da non sottovalutare, dal momento che colpisce ogni anno circa 30.000 donne.


Per diagnosticare in tempo questa malattia è di fondamentale importanza sottoporsi regolarmente a mammografie (ad intervalli di 2 anni) e visite senologiche presso medici specialisti, nonché l’auto esame del seno circa una volta al mese.


In tutto il territorio nazionale sono sempre più numerosi i centri specializzati in senologia: Genova, Milano, Roma, Bari, ecc.

sabato, novembre 10, 2007

Troppo pompelmo fa male al seno

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “British Journal of Cancer”, è sufficiente un quarto di pompelmo ogni giorno per aumentare del 30 per cento i rischi di ritrovarsi con un tumore al seno dopo la scomparsa del menarca.
Lo studio si è concentrato su un campione di 50.000 donne alle quali è stato presentato un questionario comprendente domande relative anche alle abitudini alimentari.

Stando ai ricercatori, le proprietà del pompelmo di aumentare il numero di estrogeni sembrerebbero indicare l' agrume come responsabile dell' aumento delle possibilità di contrare un tumore della mammella.

I risultati dello studio non sono ancora definitivi e sono comunque relativi al consumo del frutto stesso e non solamente del suo succo.

Afrodite il portale della salute e benessere

giovedì, settembre 06, 2007

CAD-COLON: la nuova frontiera del medical imaging parla italiano

Davide Dettori, amministratore delegato di im3D – Medical Imaging Lab, scommette sulla ricerca clinico-scientifica avanzata. Sono ben 13 le strutture ospedaliere italiane che hanno adottato CAD–COLON, il dispositivo diagnostico realizzato dall’azienda torinese.

(Davide Dettori, fondatore e amministratore delegato di im3D)

TORINO – Punta tutto sulla scommessa dell’imaging medicale la im3D, dinamica realtà torinese che da più di cinque anni conduce, in collaborazione con l’IRCC - Institute for Cancer Research and Treatment (Candiolo) e l’ISI Foundation – Institute for Scientific Interchange (Torino), un progetto di ricerca avanzato per lo sviluppo di soluzioni di imaging medicale per la diagnosi precoce delle patologie tumorali. Una sfida che ha raccolto già significativi consensi a livello internazionale: dalla RSNA di Chicago all’ECR di Vienna, sino al più recente CARS di Berlino.

«Ci occupiamo dello sviluppo di sistemi CAD (Computer Aided Detection) che rappresentano la nuova frontiera della prevenzione e diventeranno sempre più strategici per la crescita del settore della diagnostica per immagini nel nostro paese» spiega Davide Dettori, fondatore e amministratore delegato di im3D – Medical Imaging Lab, azienda torinese che ha progettato e realizzato CAD-COLON, un sistema di diagnosi estremamente preciso, capace di elaborare i dati forniti dalla TAC dell’addome e del bacino del paziente, identificando automaticamente le zone sospette su un modello tridimensionale del colon, in grado di supportare i medici nell’attività di prevenzione e diagnosi precoce del tumore al colon. «Attualmente, l’azienda sta sperimentando l’uso di questa metodologia nella diagnosi di diverse patologie tumorali, tra le quali il tumore al seno e al polmone. Ritengo – sottolinea ancora il manager - che nei prossimi mesi potremo annunciare delle novità importanti nel settore del Medical Imaging sul quale la ricerca im3D è fortemente impegnata».

La diagnostica per immagini e le tecnologie CAD sono particolarmente utili in quei processi di valutazione che per durata e ripetitività possono far registrare un naturale calo del livello di attenzione del medico. Un argomento quest’ultimo che, riguardando la salute di ciascuno di noi, ci tocca evidentemente da vicino. Il rischio d’errore del medico non è sempre da ricondurre a casi di “malasanità”, ma più semplicemente alla sfera umana che per sua natura è fallibile. Da questo punto di vista, i sistemi CAD (Computer Aided Detection) si stanno rivelando un’alternativa concreta alle attuali metodologie di diagnosi e prevenzione. CAD-COLON, il prodotto di punta di im3D, è un sistema di diagnosi che consente di effettuare esami non invasivi, rapidi e precisi, con un’efficacia (sensibilità media) del 92,8%, rilevata nelle sperimentazioni effettuate, nell’individuazione di polipi o tumori di misura clinicamente significativa (il tumore al colon in molti casi insorge sotto forma di polipo - adenoma e nel tempo può evolvere in forme tumorali maligne).


Ciò che rende CAD-COLON un prodotto interessante è l’integrazione, in un unico sistema, di due componenti: l’elevata accuratezza della prestazione diagnostica CAD e la capacità di elaborazione di grandi quantità d’immagini, tipica della Colonscopia Virtuale (VC). Il risultato è la semplicità d’uso di un sistema diagnostico ad elevate prestazioni che supporta il radiologo nella sua attività di diagnosi, migliorandone i tempi di lettura e l’efficacia nell’individuare, evidenziare e classificare le lesioni sospette. La tecnologia di im3D aiuta i medici e i radiologi nella diagnosi precoce dei polipi, favorendo l’identificazione di tali formazioni quando sono ancora di piccole dimensioni e facilmente asportabili, ovvero molti anni prima che si trasformino in un reale pericolo. L’intero esame ha la durata di circa 15 minuti e, al termine, il sistema produce un documento finale riassuntivo che può essere progressivamente aggiornato, stampato o archiviato elettronicamente, in base alle esigenze del medico radiologo o dello specialista.

«CAD-COLON è stato già certificato per l’Europa e il Canada. Abbiamo avviato le procedure per la richiesta dell’autorizzazione alla FDA (Food and Drug Administration) per la commercializzazione del prodotto negli Stati Uniti» aggiunge con una punta d’orgoglio Davide Dettori.

E’ la soddisfazione di un risultato importante che premia un gruppo di lavoro che ha voluto coniugare la scommessa imprenditoriale con la ricerca scientifica avanzata e la sperimentazione clinica. CAD-COLON è il primo risultato concreto di questa straordinaria alchimia tutta italiana. Le aree di applicazione di uno strumento così innovativo sono diverse, a partire dal suo utilizzo come esame non invasivo per pazienti che siano risultati positivi all’esame del sangue occulto nelle feci (FOBT), come test di prevenzione nei pazienti a rischio (anamnesi familiare di cancro al colon), come strumento per attività di follow-up nel post-operatorio dei pazienti, come simulatore nell’ambito di specifici percorsi di esperienza formativa per i giovani radiologi, ma anche come supporto all’indagine endoscopica per l’attività di asportazione o come alternativa nei casi in cui l’indagine endoscopica risulti impraticabile a causa di malformazioni od occlusioni. CAD-COLON viene considerata la grande evoluzione della Colonscopia Virtuale, in quanto risolve tutti i limiti che sinora ne hanno frenato l’applicazione su larga scala, come il tempo impiegato dal radiologo nell’analisi di moltissime immagini (spesso più di mille per paziente) e il calo del livello di attenzione del radiologo (che si registra fisiologicamente dopo un certo numero di letture e può incidere sulla precisione). CAD-COLON svolge autonomamente questa attività, leggendo e processando i dati della TAC ed evidenziando tutte le aree sospette. In questo modo, favorisce il radiologo che può concentrarsi maggiormente sulla diagnosi con dei tempi di lettura ridotti e livelli di sensibilità e di attenzione molto elevati.

CAD-COLON è attualmente disponibile in Italia presso le seguenti strutture ospedaliere:
1. L’Istituto Oncologico del Mediterraneo di Viagrande (CT)
2. L’Azienda Ospedaliera S. Paolo di Milano
3. L’Azienda Ospedaliera Perugia di Perugia
4. L’Istituto Nazionale Tumori di Aviano (PN)
5. L’Ospedale di Careggi (FI)
6. Il Policlinico universitario “Agostino Gemelli” di Roma
7. L’Università degli Studi “La Sapienza” di Latina (RM)
8. L’Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro di Candiolo (TO)
9. L’Azienda Ospedaliero-Universitaria pisana di Pisa
10. L’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico di Tor Vergata (RM)
11. L’Ospedale di Valduce (CO)
12. Istituto Scientifico di Veruno (NO)
13. L’Azienda Sanitaria Ospedaliera Molinette S. Giovanni Battista di Torino