A supporto dell’aumentato interesse nei confronti delle biotecnologie riportiamo le considerazioni emerse dal progetto Biotec, intrapreso dalla Fondazione Bruno Kessler con il Centro Trasferimento Tecnologico dell'Istituto Agrario di San Michele all’Adige (Trento).
Le prove di combustione, effettuate con caldaie a biomassa medio-piccole hanno mostrato che i fumi di combustione hanno modesti limiti di inquinamento, largamente al di sotto del massimo consentito. Le biomasse utilizzate sono state quelle agroforestali, combustibile a prezzi contenuti derivato da residui agricoli come gli scarti della vite (sarmenti potati).
Questo conferma come le biomasse forestali siano una fonte di riscaldamento efficace ed efficiente tale da poter essere utilizzate anche in grandi centrali di teleriscaldamento, nel totale rispetto dell’ambiente.
Criticità? Gli studiosi affermano che le biomasse possono non essere adatte per quelle caldaie, specialmente le più piccole, sprovviste di un sistema di filtraggio fumi.
Lo studio continuerà nei test di laboratorio in cui verranno monitorate e ottimizzate le condizioni di combustione diretta della biomassa .
In ultima, segnaliamo che nell’ambito del Solarexpo previsto dal 4 al 6 Maggio 2011 alla fiera di Verona, un intero padiglione verrà dedicato al Bioenergy Expo, con esposizioni di modelli e tecnologie legate alle biomasse nei sistemi di riscaldamento e gassificazione o nei sistemi ibridi tra biomasse e solare.
Questo è un segno della crescente attenzione verso tutte le biomasse, non solo legna e pellets.
Per maggiori informazioni sui nostri modelli di stufe a pellet, contattate Universal srl allo 0461 402106 o scrivete a info@pannelli.eu.
Visualizzazione post con etichetta caldaie a biomassa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta caldaie a biomassa. Mostra tutti i post
giovedì, dicembre 23, 2010
mercoledì, marzo 17, 2010
Caldaie a Biomassa
Scegliere una caldaia a biomassa significa risparmiare fino all’80% sul costo che attualmente si sostiene per il riscaldamento a gas, metano o con altri combustibili fossili.
Le biomasse che alimentano le caldaie sono combustibili derivati da materiali organici che possono essere bruciati direttamente, come i noccioli di pesca e ciliegie o le bucce di mandorla, oppure dopo un processo di conversione: è il caso dei pellets e di tutti gli scarti di lavorazione del legno.
Scegliere una caldaia a biomassa non è solo dunque un risparmio economico sui consumi ma è anche una scelta consapevole nel non sprecare eventuali materiali di scarto.
Inoltre, l’impatto ambientale in termini di anidride carbonica della caldaia a biomassa è davvero minimo: l’anidride carbonica generata dalla combustione è infatti uguale a quella assorbita da una pianta durante la sua crescita.
Le caldaie a biomassa hanno poi dimensioni ridotte, sono silenziose e richiedono una manutenzione minima. In ultima, funzionano in automatico e posso essere regolare tramite un comando a distanza. Per ulteriori informazioni sulle caldaie a biomassa, contattate Universal srl allo 0461 402106 o scrivete a info@pannelli.eu.
Le biomasse che alimentano le caldaie sono combustibili derivati da materiali organici che possono essere bruciati direttamente, come i noccioli di pesca e ciliegie o le bucce di mandorla, oppure dopo un processo di conversione: è il caso dei pellets e di tutti gli scarti di lavorazione del legno.
Scegliere una caldaia a biomassa non è solo dunque un risparmio economico sui consumi ma è anche una scelta consapevole nel non sprecare eventuali materiali di scarto.
Inoltre, l’impatto ambientale in termini di anidride carbonica della caldaia a biomassa è davvero minimo: l’anidride carbonica generata dalla combustione è infatti uguale a quella assorbita da una pianta durante la sua crescita.
Le caldaie a biomassa hanno poi dimensioni ridotte, sono silenziose e richiedono una manutenzione minima. In ultima, funzionano in automatico e posso essere regolare tramite un comando a distanza. Per ulteriori informazioni sulle caldaie a biomassa, contattate Universal srl allo 0461 402106 o scrivete a info@pannelli.eu.
lunedì, marzo 09, 2009
Rinnovabili VS subprime
I futures sono il passato.
Con tutte le forme d’investimento in crisi un’idea e’ puntare su efficienza e fonti alternative domestiche.
Un momento nel quale quasi tutte forme d’investimento sembrano non reggere il crack delle economie mondiali innescato dalla crisi dei subprime statunitensi, un’idea di investimento a medio-lungo termine potrebbero essere quello sull’efficienza energetica e sulle rinnovabili domestiche.
Il modesto cristallo di silicio, per esempio, offre tassi d’ interesse molto piu’ interessanti rispetto al più spericolato investimento in futures o derivati. Un impianto fotovoltaico da 3 kwp dal costo di 20.000 euro, installato da una famiglia al centro Italia che consuma 3.900 kwh l’anno, in regime di scambio sul posto, ha un tempo di ritorno attualizzato dell’investimento di undici anni, produce 47.500 euro in venti anni e offre un rendimento del 12% annuo.
Un tasso nettamente superiore al piu’ redditizio e sicuro investimento di questo periodo: i buoni ordinari del tesoro. Un discorso analogo si puo’ fare per l’efficienza: sostituire una caldaia tradizionale con una a condensazione puo’ far risparmiare 200 euro l’anno, con un assobimento degli extra costi stimato in tre-quattro anni, dopo i quali l’energia non consumata diventa un risparmio netto.
Stesso discorso per quanto riguarda le “modeste” lampadine a basso consumo. E peccato che la Commissione Ambiente della Camera abbia bocciato il mese scorso la proroga dello sconto Irpef del 55% per le spese che migliorano le performance energetiche degli edifici: si potranno chiedere soltanto fino alla fine del 2010.
Bisogna considerare inoltre l’aspetto etico dell’investimento in rinnovabili ed efficienza. Lo spostamento di risorse su questi consumi mette in moto dinamiche legate alle alternative che abbasseranno i costi degli impianti, creando nuovi posti di lavoro. Come in Germania, dove gli addetti nel settore sono ormai 250mila. Piu’ di quelli del vecchio settore automobilistico.
Con tutte le forme d’investimento in crisi un’idea e’ puntare su efficienza e fonti alternative domestiche.
Un momento nel quale quasi tutte forme d’investimento sembrano non reggere il crack delle economie mondiali innescato dalla crisi dei subprime statunitensi, un’idea di investimento a medio-lungo termine potrebbero essere quello sull’efficienza energetica e sulle rinnovabili domestiche.
Il modesto cristallo di silicio, per esempio, offre tassi d’ interesse molto piu’ interessanti rispetto al più spericolato investimento in futures o derivati. Un impianto fotovoltaico da 3 kwp dal costo di 20.000 euro, installato da una famiglia al centro Italia che consuma 3.900 kwh l’anno, in regime di scambio sul posto, ha un tempo di ritorno attualizzato dell’investimento di undici anni, produce 47.500 euro in venti anni e offre un rendimento del 12% annuo.
Un tasso nettamente superiore al piu’ redditizio e sicuro investimento di questo periodo: i buoni ordinari del tesoro. Un discorso analogo si puo’ fare per l’efficienza: sostituire una caldaia tradizionale con una a condensazione puo’ far risparmiare 200 euro l’anno, con un assobimento degli extra costi stimato in tre-quattro anni, dopo i quali l’energia non consumata diventa un risparmio netto.
Stesso discorso per quanto riguarda le “modeste” lampadine a basso consumo. E peccato che la Commissione Ambiente della Camera abbia bocciato il mese scorso la proroga dello sconto Irpef del 55% per le spese che migliorano le performance energetiche degli edifici: si potranno chiedere soltanto fino alla fine del 2010.
Bisogna considerare inoltre l’aspetto etico dell’investimento in rinnovabili ed efficienza. Lo spostamento di risorse su questi consumi mette in moto dinamiche legate alle alternative che abbasseranno i costi degli impianti, creando nuovi posti di lavoro. Come in Germania, dove gli addetti nel settore sono ormai 250mila. Piu’ di quelli del vecchio settore automobilistico.
lunedì, febbraio 23, 2009
legge n.2 del 28 Gennaio 2009
notizia prodotta e riportata dalla pontani service azienda specialista del risparmio energetico con energie alternative e rinnovabili
È entrata in vigore la legge numero 2 del 28 gennaio 2009,chiamata anche legge “salva decreto”.
Questa legge rende più chiaro il periodo di incertezze appena affrontato, dovuto al D.Lgs 185/2008 nel quale si limitavano gli interventi dalla detrazione del 55% sull’ IRPEF e dove tra l’altro si parlava di retroattività dei lavori eseguiti. Sarebbe risultato che in media 3 italiani su 4 non avrebbero potuto accedere alla detrazione su interventi eseguiti in precedenza.
Quali sono le novità della nuova legge?
Per prima cosa è importante dire che non ci sono limiti di spesa quindi gli Italiani che effettueranno interventi tra gennaio e dicembre del 2009 e del 2010 non rischieranno di vedere respinta la loro pratica dall’Agenzia delle Entrate per aver superato il limite di spesa.
Inoltre la detrazione si realizzerà obbligatoriamente nel corso di 5 anni e differentemente da prima , il cliente non potrà scegliere i tempi di detrazione. In questo scenario il tecnico abilitato,colui che sbrigherà le pratiche per l’asseverazione,ha un ruolo fondamentale nel consigliare al cliente le varie modalità di realizzazione dell’impianto al fine di garantirgli la detrazione massima disponibile.
Infine il cliente stesso dovrà comunicare all’Agenzia delle Entrate la richiesta di detrazione fiscale per i lavori eseguiti. Questo però non esclude che il tecnico abilitato debba inviare l’asseverazione telematicamente presso l’ Enea.
È entrata in vigore la legge numero 2 del 28 gennaio 2009,chiamata anche legge “salva decreto”.
Questa legge rende più chiaro il periodo di incertezze appena affrontato, dovuto al D.Lgs 185/2008 nel quale si limitavano gli interventi dalla detrazione del 55% sull’ IRPEF e dove tra l’altro si parlava di retroattività dei lavori eseguiti. Sarebbe risultato che in media 3 italiani su 4 non avrebbero potuto accedere alla detrazione su interventi eseguiti in precedenza.
Quali sono le novità della nuova legge?
Per prima cosa è importante dire che non ci sono limiti di spesa quindi gli Italiani che effettueranno interventi tra gennaio e dicembre del 2009 e del 2010 non rischieranno di vedere respinta la loro pratica dall’Agenzia delle Entrate per aver superato il limite di spesa.
Inoltre la detrazione si realizzerà obbligatoriamente nel corso di 5 anni e differentemente da prima , il cliente non potrà scegliere i tempi di detrazione. In questo scenario il tecnico abilitato,colui che sbrigherà le pratiche per l’asseverazione,ha un ruolo fondamentale nel consigliare al cliente le varie modalità di realizzazione dell’impianto al fine di garantirgli la detrazione massima disponibile.
Infine il cliente stesso dovrà comunicare all’Agenzia delle Entrate la richiesta di detrazione fiscale per i lavori eseguiti. Questo però non esclude che il tecnico abilitato debba inviare l’asseverazione telematicamente presso l’ Enea.
Iscriviti a:
Post (Atom)